Nati per la Musica è patrocinato dal

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Disegni di Ado: a.comazzetto@libero.it
Il progetto ha lo scopo di approfondire il significato del proporre la musica in maniera non occasionale fin dai primi mesi di vita e, attraverso i pediatri, di sensibilizzare le famiglie sui vantaggi che questa pratica comporta.

martedì 3 aprile 2007

Crescere in armonia

UPPA n. 3 Maggio-Giugno 2006

Le vibrazioni che la musica produce nel corpo vengono colte fin dalla primissima età e già durante la vita intrauterina. È dimostrato che il feto di 6 mesi percepisce i suoni e sembra poter addirittura "ricordare" le esperienze musicali vissute in utero. Il bambino di pochi mesi è già particolarmente attratto dalle filastrocche e dalle canzoncine; egli ascolta come ipnotizzato, è la "magia" della musica! Quando è più grande istintivamente inizia a "fare" musica con ogni improvvisato strumento che gli capita fra le mani oppure reagisce all’ascolto di un brano mettendosi a "ballare" e "cantare". La musica fa parte dunque del vissuto di ogni individuo: è gioia, divertimento, gioco, emozione, mezzo per comunicare e interagire con gli altri e con l’ambiente, stimolo per conoscere e sviluppare le potenzialità espressive e creative della persona.

Sotto la lente degli scienziati. Anche in ambito medico (neurologi, studiosi di neuroscienze, pediatri) da qualche anno si è andata accentuando l’attenzione verso le possibili influenze che la musica esercita sulle sfere dell’intelligenza e della creatività nell’età evolutiva. In particolare si sono svolti due importanti convegni, a Venezia nel 2002 e a Lipsia nel 2005, su "Neuroscienze e Musica", organizzati dalla Fondazione di Neurologia infantile "Pierfranco e Luisa Mariani". Si sono studiate le relazioni tra la pratica musicale e lo sviluppo delle attitudini matematiche e della velocità del pensiero, si è supposto che la musica possa essere una sorta di nutrimento per il cervello: affascinante è la prospettiva che coltivare le attitudini musicali produca benefici effetti sullo sviluppo cognitivo del bambino. Al di là comunque di queste possibilità che si stanno ancora investigando, resta il fatto che l’esperienza musicale fin dalla nascita permette un arricchimento di tutte le facoltà intellettive del bambino ed è propedeutica per la sua sensibilità musicale. Non venga tralasciata inoltre l’importanza di accostare la persona, fin dalla più tenera età, ad esperienze che favoriscano lo sviluppo di un’attitudine culturale ad apprezzare ciò che è bello e a maturare un senso estetico consapevole.

Cantare come parlare. Fra le popolazioni in cui la musica è parte integrante della vita quotidiana, i bambini imparano a cantare così come imparano a parlare, ed è proprio un ambiente familiare musicalmente stimolante che rappresenta il terreno favorevole su cui si svilupperanno le esperienze musicali successive. Nel nostro paese sono sorte diverse iniziative per accostare i bambini fin dalla nascita all’ascolto della musica, in particolare veicolata dal canto della madre. Citiamo come esempio il Progetto InCanto (di Johannella Tafuri e Donatella Villa), avviato da qualche anno a Bologna e Imola: a partire dal 6°-7° mese di gravidanza si sono organizzati con le madri prima, e con i bambini dopo il parto, incontri settimanali dedicati al canto, all’ascolto e al movimento. A parte gli effetti immediatamente osservabili che la musica produce nella vita quotidiana (cantare o far ascoltare musica può essere di grande aiuto quando i bambini devono mangiare, dormire, fare il bagno o l’aerosol), sembra che i bambini accompagnati da esperienze musicali nella vita prenatale e neonatale producano "lallazioni musicali" più precocemente e con più varietà rispetto agli altri bambini. Inoltre, si è notato che la capacità di cantare intonati in questi bambini si manifesta molto presto, intorno ai 2-3 anni rispetto ai 5-7 come avviene normalmente.

Un progetto dell’ACP. Recentemente ha preso il via un progetto nell’ambito dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP) in sinergia con il Centro per la Salute del Bambino di Trieste e la Società Italiana per l’Educazione Musicale. Il progetto è denominato Nati per la Musica (NpM) per le molte analogie con Nati per Leggere (NpL), finalizzato alla lettura ad alta voce ai bambini dal primo anno di vita. Nati per la Musica ha lo scopo di approfondire il significato del proporre musica in maniera non occasionale fin dai primi mesi di vita e di sensibilizzare, tramite i pediatri, le famiglie sui vantaggi che questa pratica comporta. Una prima realizzazione di NpM è in corso a Cesena dove, con il supporto dell’AUSL, si stanno svolgendo iniziative rivolte alle madri in gravidanza, incontri di educazione all’ascolto per bambini della scuola primaria e interventi di animazione musicale in ospedale.

Quale tipo di musica? Non esistono preclusioni di generi (classico, tradizionale, pop...), ma è bene privilegiare motivi orecchiabili e di facile ascolto, adatti al mondo infantile, evitando repertori estremamente percussivi che potrebbero essere di disturbo alla sensibilità del piccolo. In che momenti della giornata proporre musica? Qualunque momento va bene. La gestante può cantare tutti i giorni già dal 6-7° mese : si ipotizza infatti che una volta venuto al mondo il pargoletto sia in grado in qualche modo di "riconoscere" le melodie ascoltate quando era ancora nel grembo materno, traendo dall’interazione con la mamma che canta benefici effetti rassicuranti. Cantare insieme in famiglia (e quindi anche i papà diano libero sfogo, senza timori, ai propri istinti canori) favorisce inoltre l’instaurarsi di un clima empatico, cioè di abitudine a percepire insieme le emozioni e, attraverso la fusione delle voci, educa all’ascolto. Si lasci poi al bambino la possibilità di esplorare la realtà acustica in modo attivo attraverso la scoperta e la manipolazione degli oggetti sonori. Il divertimento è assicurato: nasceranno vere e proprie partiture "per pentole e cucchiai" in cui il compositore in erba darà sfogo al proprio istinto creativo e alle proprie potenzialità espressive. Oltre che in casa ogni momento è buono per la musica: in auto ad esempio si può ascoltare musica e cantare insieme specie se il viaggio è lungo e i bambini diventano irrequieti. Utile infine dare l’opportunità di ascoltare esecuzioni musicali dal vivo, anche se non particolarmente sofisticate: questo aiuterà il bambino a comprendere come il fare musica sia un’attività concreta e, pur a livelli diversi, praticabile da tutti. Non è necessario che i bambini divengano dei piccoli Mozart: quello che importa è che si divertano e apprezzino l’impareggiabile soddisfazione di produrre essi stessi i "loro" suoni.

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Nati per la musica - 2007 (c) By Freeswimmer